Japan san
Gassho zuruki e campi di riso (già raccolto)

Gassho zukuri (合掌造り)

Storia tra le Alpi giapponesi

Lo stile delle case Gassho zukuri (合掌gassho = mani giunte in preghiera, 造りzukuri = costruzione) si sviluppa nel 1700 nella regione di Hida, tra le imponenti Alpi della prefettura di Gifu. Con il passare del tempo queste zone rurali, caratterizzate da un clima invernale estremamente rigido, iniziarono a spopolarsi e le case ivi presenti caddero lentamente in disuso. Nel 1970, al fine di preservarle e facilitarne la manutenzione, molte di queste furono trasferite da varie zone della regione in tre villaggi che, nel 1995, l’UNESCO riconobbe patrimonio culturale dell’umanità.

I villaggi in cui è possibile ammirare le Gassho zukuri sono il villaggio di Ogimachi, a Shirakawago, e quelli di Suganuma ed Ainokura, nell’area di Gokayama. In questi villaggi è possibile oggi visitare le caratteristiche case originariamente distanti tra loro decine di chilometri.

Struttura delle case Gassho zukuri

Le Gassho zukuri ospitavano famiglie benestanti composte anche da 30 persone, dedite alla produzione della seta e del nitrato di potassio (polvere da sparo), due beni molto richiesti durante il periodo Edo.

Queste case si sviluppano su 3 livelli e sono costruite utilizzando la tecnica Komajiri, che non prevede l’utilizzo di chiodi: possenti travi di legno di Criptomeria, conifera tipica della regione, sono legate tra loro con spesse corde che rendono la struttura molto resistente ai terremoti.

I famosi tetti in paglia

I tetti sono costruiti con l’erba del Miscanthus sinensis (in giapponese erba susuki), prodotta a nord della regione di Hida. Questi tetti, spessi fino ad un metro, presentano un angolo acuto di 60 gradi necessario sia per far fronte alle importanti nevicate che interessano l’area da dicembre a marzo, sia per far scivolare rapidamente l’acqua piovana che potrebbe far marcire la paglia. È proprio la forma di questi tetti, che ricorda due mani giunte in preghiera, a dare il nome a queste case.

L’utilizzo di lunghe singole travi a supporto del tetto in paglia, favorisce la regolazione del passaggio di luce e aria, rendendo i piani superiori perfetti per l’allevamento dei bachi da seta. Inoltre, tutte le case sono disposte in modo da avere finestre rivolte esclusivamente a nord e sud per minimizzare la resistenza della struttura ai forti venti che si incanalano tra i monti.

All’interno di ogni casa è presente anche un focolare, fondamentale per cucinare e riscaldare l’ambiente, sopra il quale è ubicato lo hiama, una barriera in legno sospesa a soffitto e costruita al fine di estinguere le scintille di fuoco e diffondere il calore nelle varie direzioni. Il fumo che inonda i piani superiori è peraltro utile al mantenimento della paglia del soffitto, eliminando umidità e insetti.

Oltre ai piccoli interventi di manutenzione annuali, ogni 30/40 anni i tetti vengono completamente sostituiti. Il costo di rifacimento di un tetto è tutt’ora elevato, motivo per cui ci fu l’abbandono di molte abitazioni nel corso del 1800. Oggi, grazie alle sovvenzioni del governo ed al fiorente turismo locale, è possibile manutenere regolarmente questo stupendo patrimonio culturale.

Altro sulle Gassho zukuri

Al seguente link potete trovare delle interessanti foto riguardanti i dettagli architettonici delle Gassho zukuri

Esterno frontale

Esterno laterale

Piani superiori

Komajiri

Mentre a questo link potrete trovare informazioni su come passare una notte in case come queste, adibite a guest house.

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